Ora non voglio piangere!
Proprio perché non sono una bimba piccola e alle storie ci credo, non voglio piangere.
Io la fata  l’ho vista sul serio! Se nessuno vuole credermi posso starmene benissimo da sola!

L’ho vista nel giardino dell’Eremo dove ci siamo fermati. Era lì, tra le rose. Aveva le ali trasparenti e il corpo blu. Non era una libellula, come ha detto il parroco, e nemmeno una farfalla, come dice la maestra.

Era una fata, lo so. Non è vero che mi ha parlato – quella è stata una bugia… l’ho detto perché nessuno voleva credermi. Ma L’ho vista!
Io non dico le bugie: sono stata costretta perchè continuavano a chiedermi “E come fai a sapere che era una fata?”
E non potevo continuare a ripetere la verità senza dire anche una bugia, perchè non mi avrebbero creduto.
Io non capisco come si fa a dire che, siccome una cosa la vedo solo io, quella cosa non esiste.
Allora… non dovrei esistere nemmeno io?!

Se vedo cose che non esistono, allora non esisto neanche io.

E se non esisto, allora sono libera! Me ne posso andare dove voglio. 

Non so ancora dove andare ma, se è vero che ti ho vista, fata, se è vero che ci sei, torna! Fatti vedere! Parlami!
Raccontami la storia della cattedrale: lo so che siete state voi, lo ha detto, quello che ci faceva la guida, anche se lui non ci crede, e nemmeno la maestra.

Eppure, io ho visto la fata nel giardino, prima di sapere di questa leggenda… purtoppo mi mancano le parole precise per spiegare ai grandi quel che voglio dire ma: se ci sono tante coincidenze un motivo ci sarà?

Perchè le persone chiamano leggende delle spiegazioni alle quali nessuno crede?

Che le raccontiamo a fare se nessuno ci crede?

Leggende, ci ha spiegato la maestra, sono delle storie che si leggevano, appunto, nel giorno del calendario dedicato a un santo. E poiché spesso erano piene di fatti insoliti, di miracoli,  allora noi adesso definiamo leggende tutte le cose insolite e miracolose.
Se le leggende derivano dai santi, allora sono vere? Perché ai santi ci crediamo e alle fate no?!

Tanto più che questo paesino ha proprio qualcosa di fatato, di magico. Io lo sento. Tutte queste stradine e queste pietre così vecchie… come si fa a credere che non si nascondano dei misteri?… Sembrano le case delle favole.
Questa, per esempio:
Casa delle Bifore…
Ex Chiesa S. Pietro
Sec. – ics – uno – punto interrogativo.

Culla degli spiritelli… Culla degli spiritelli?! Fate, spiritelli… ecco!
Lo sapevo! Lo sapevo!
Non è la mia fatina ma è di certo un’altra coincidenza curiosa! E vuol dire qualcosa, ne sono sicura!

Devo assolutamente bussare! Qui mi sapranno dare delle informazioni utili.
Poi vediamo se sono ancora una bambina bugiarda!”