Mentre andavano verso la cattedrale, e dal momento che Andreuccio puzzava forte, uno di loro disse: – Non riusciamo a trovare un modo per farlo lavare un poco, dove sia sia, in modo che smetta di puzzare così tanto? – E l’altro disse: – Sì, qui vicino c’è un pozzo, a cui sta sempre attaccata la carrucola, con un grande secchio. Veloci, andiamo a lavarcelo. –

Quando giunsero al pozzo, trovarono la fune, ma non il secchio. Quindi decisero di legare Andreuccio alla fune e di calarlo nel pozzo. Lo avrebbero poi tirato su quando lui avesse terminato.

Avvenne però che, mentre era nel pozzo, alcuni uomini della famiglia di quel posto, accaldati e stanchi, venissero lì per bere. Sicché i due, vedendo sopraggiungere quelli, scapparono senza esser visti. Gli armigeri, tolti gli scudi e le armi, cominciarono a tirare la corda, credendo che ci fosse attaccato il secchio pieno d’acqua.

Non appena Andreuccio vide la sponda del pozzo, lasciò la fune e si aggrappò al muretto con le mani. E fu una fortuna, perché gli armigeri, vedendolo, si spaventarono, lasciarono andare la fune e se la diedero a gambe, per cui Andreuccio sarebbe senz’altro caduto in fondo al pozzo, rischiando di morire. Rimase alquanto perplesso, dal momento che trovò le armi, che non potevano essere dei suoi compagni e, ritrovatosi solo, non sapendo che fare, decise d’incamminarsi, senza una meta precisa.

Dopo un po’, però, gli vennero incontro i due suoi compagni, che stavano tornando indietro a tirarlo fuori dal pozzo. Così gli spiegarono, ridendo, perché erano fuggiti e chi erano coloro che lo avevano tirato su dal pozzo. 

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