Sei emozionato: è la prima volta che viaggi in treno. Tuo padre ti ha detto che se ti comporti bene ti lascia giocare con lo smartphone. Tu ti sei comportato bene ma non ti va’ di giocare con il telefonino: il treno cattura totalmente la tua attenzione. Il ritmo che fa il ferro sulle rotaie e questi splendidi paesaggi che scorrono dai finestrini. Lasci Pietrelcina alle spalle con una sensazione di meraviglioso disagio: l’inizio di un’avventura!

Quel che percepisci chiaramente è il senso della destinazione… non riesci a spiegarlo perché sei solo un bambino, ma sai dentro di te cosa vuol dire.

State andando ad Assisi con tutta la famiglia: tu, papà, mamma, Ida, la tua sorellina, e il nonno. Il nonno è devoto di San Francesco, non sai bene cosa significhi “devoto” ma sai che ha promesso alla nonna, che è volata in cielo sei mesi fa, di portare il suo rosario alla basilica di Assisi. Inizialmente dovevate andarci con l’auto ma poi alla mamma è venuta questa idea di prendere il treno. Così potete stare tutti insieme, puoi ascoltare i discorsi della famiglia e papà può leggere il giornale; poi puoi alzarti, puoi esplorare. Molto meglio dell’auto!

È un treno speciale questo, ti hanno spiegato, un treno storico. Significa che è molto vecchio, in effetti è diverso da tutti quelli che hai visto finora. Il nonno ti ha detto che ha quasi 100 anni… eppure tu lo trovi nuovo e bellissimo: «mamma posso andare a curiosare?». La mamma è felice, ti accorda subito il permesso, non senza qualche raccomandazione.

Le carrozze sono piene di gente di tutti I tipi, moltissimi sono pellegrini. “Chi sono i Pellegrini?” hai chiesto mentre percorrevate il vialone della stazione prima della partenza.

Ti è stato spiegato che sono devoti che viaggiano, proprio come voi. Qualcuno ha da chiedere una grazia, qualcun altro si è comportato male e quindi va’ a chiedere scusa, c’è poi chi si mette in viaggio perché ha fatto una promessa – come quella del nonno. E ancora, chi

semplicemente li accompagna, come te. È bello che ci siano tante motivazioni per una sola meta comune.

Adesso ti trovi in giro a curiosare. Tanti volti, qualcuno sofferente, qualcuno pieno di speranza, ti passano davanti come scorre il profilo della vostra terra: con il cielo azzurro e i monti scuri e i verdi filari di viti. Il treno è un lungo corridoio di legno fatto di vita e velocità ma allo stesso tempo è lento come il paesaggio che non smette di scorrere da un finestrino all’altro. Percorri velocemente le lunghe carrozze, ti affacci al finestrino… anche se non puoi sporgerti perché è pericoloso (oltre a essere scritto, infatti, un anziano signore te lo ricorda con molta apprensione).

Alla fine del treno c’è una porta, ti metti sulle punte per sbirciare… è fantastico! È dove il capotreno svolge le sue mansioni. Una stanza tutta di legno con le porte laterali e una piccola scrivania. Il capotreno sembra non accorgersi della tua presenza: vorresti tanto visitare quel posto ma ti è sembrato un tipo molto attento e severo, sarà veramente difficile riuscire a farlo senza essere sgridati.

Rimani lì con il musetto appiccicato al vetro e pensi che forse l’unica possibilità di entrare potrebbe essere di aspettare la prossima stazione. Non appena il capotreno scende per accogliere i nuovi passeggeri tu potrai facilmente intrufolarti. Così decidi di nasconderti dietro la porta. Poco prima di giungere alla stazione di Morcone il capotreno scende e tu apri con forza la porta pesante e finalmente sei dentro!

È bellissimo, ci sono un sacco di cose strane, la piccola scrivania, una specie di timone sul lato accanto al finestrino con un sediolino. Più in là si aprono degli spazi bui che sembrano molto ampi. Sei eccitato ma hai solo pochi minuti prima che si riprenda la corsa. Perlustri la zona velocemente e ad un certo punto qualcosa che brilla in fondo alla sala scura cattura la tua attenzione. A terra c’è una piccola croce rossa. È bellissima, sembra molto antica e preziosa. È legata a una cordicella che si perde sotto una panca. Ti chini per prenderla ma qualcosa la blocca. Togli il berretto e ti accovacci per capire di cosa si possa trattare. Nella penombra due occhi lucenti ti fissano. Sobbalzi all’indietro quasi stecchito dalla paura. Vorresti urlare ma tutto succede molto velocemente. Quel che inizialmente ti sembrava un mostro rivela ora la sua natura: è un cane, nient’altro che un cane. Nemmeno troppo piccolo. Esce a fatica da sotto la seduta, si avvicina ti lecca il volto e si lascia accarezzare. Non riesci a renderti conto di cosa stia succedendo. Tutto dura pochi minuti. Il cane a questo punto, silenzioso e regale, si gira e va via.

Quando ti riprendi hai tra le mani la piccola croce rossa che era il suo collare. La osservi stranito ma il fischio del capotreno ti riporta alla realtà: devi uscire da lì! Corri velocemente alla tua carrozza e ti siedi in silenzio vicino alla mamma. «Dove sei stato? E il tuo cappello?»

Caspita il berretto! Lo hai lasciato nella zona proibita! Come puoi dirlo? Ti sgriderebbero tutti. Forse ti metterebbero addirittura in carcere!

«Non lo so» dici, alzando le spalle.

 «Mmm, mammamia, Ricky, sta’ più attento, però! Quel cappello costava molto!»

 «Mi spiace…» sussurri mortificato.

 «Ma sei tutto sudato – incalza nuovamente la mamma – che hai qui? Cos’è questa crocetta!»

 «Me l’ha… l’ho trovata!…» Non puoi certo dire che te l’ha regalata un cane che stava in una zona proibita del treno!

«Non l’hai presa a qualcuno vero?»

«No! Giuro!»

«Non si giura…»

«È una croce di San Rocco», interviene a un certo punto il nonno che aveva osservato in silenzio il dialogo tra madre e figlio.

«E che significato ha?»

«Significa che dio ha Benedetto la persona che la porta e lo renderà un apostolo di carità».

«E cos’è un apostolo di carità?»

«Un eroe che, facendo del bene agli altri, vince il male».

«Mi sembra una grande responsabilità per un bambino solo», ribatte la mamma.

Ma tu a questo punto non li stai più seguendo… mentre il treno lascia la stazione di Morcone osservi il cane solitario che si allontana nella luce chiara del mattino.

 

:} PROSSIMAMENTE SU CYRANOSTORIES

Segui il cane e visita il borgo di Morcone