In questa breve sezione troverai una rapida panoramica delle migliori tradizioni artigiane e delle eccellenze enogastronomiche dei territori che stai attraversando.

 


Il territorio attraversato da questo treno è ricco di eccellenze eno-gastronomiche e tradizioni. Come

dappertutto, in Italia, ogni regione, ogni più piccolo paesino, ha le sue specificità e i suoi prodotti tipici. In questi territori, un po’ dappertutto, la qualità della carne è pregiatissima: dal Sannio, con gli allevamenti di razza marchigiana sannita e del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale, alle norcinerie delle regioni centrali, passando per l’Abruzzo, con i suoi inimitabili arrosticini e le carne di pecora. Salumi, formaggi, affettati: ogni luogo meriterebbe una sosta per provare le prelibatezze tipiche. Il beneventano, poi, è terra di vino, dove si produce soprattutto Solopaca e Falanghina, vini assai apprezzati che hanno conferito a Guardia Sanframondi e al territorio del Sannio il titolo di Città Europea del Vino 2019. Oltre al vino, Benevento è nota anche per la produzione di liquori (oltre al noto Strega, vi si produce un ottimo nocino), nonché di torroni, per i quali il Sannio era famoso già per gli antichi Romani, e che i Borbone, nel XIX secolo, seppero diffondere in tutta Italia come dolce tipico natalizio. Oltre ai tipici torroni di Benevento, come il Perfetto Amore, l’Ingranito o il Torrone della Regina, particolarmente apprezzabili
sono anche i baci di San Marco dei Cavoti, o i torroncini del Fortore.

 


Il carciofo di Pietrelcina è invece un prodotto unico di questo territorio, apprezzato per la tenerezza e il

sapore molto delicato. Si coltiva ancora oggi in appezzamenti non molto estesi, secondo procedure antiche, legate interamente al lavoro manuale, dalla “scardacciatura” all’“ammazzamento”, cioè la raccolta, che viene effettuata legando tra loro quattro mammarelle in un “mazzetto”. Il momento migliore per provare quest’ortaggio è a maggio, quando a Pietrelcina si svolge una sagra ad esso dedicato, durante la quale è possibile assaggiare diverse pietanze, come le tagliatelle al ragù di carciofo.

 

Si passa quindi per Morcone, famosa in passato, per i suoi maestri calzolai, che producevano scarpe solide e resistenti, adatte al lavoro nei campi. Vi si producevano anche ottimi panni di lana, fino ai primi del Novecento, quando l’industrializzazione ha inferto un duro colpo all’economia locale. Tra i prodotti tipici, oltre alla pasta e alle scorpelle – dolci al miele tipici del periodo di Carnevale – sono le frese, grossi biscotti che vengono bagnati e mangiati all’aria aperta, il 16 agosto, per commemorare San Rocco, e il panicello, un tipo di pane che viene benedetto, durante la festa di San Domenico, e ha forma allungata, con decorazioni geometriche.
Nel Molise continuano a sopravvivere alcune tradizioni artigiane di notevole pregio, come l’arte della lavorazione di pizzi e merletti a tombolo, tipica di Isernia: tramandata un tempo di generazione in generazione tra le donne di uno stesso vicolo, oggi si conserva grazie a una sezione del locale Istituto d’Arte. Tra le tradizioni più antiche diffuse in tutto il Molise, quella dei pentolai, i maestri esperti nella
lavorazione dell’argilla, sopravvive a stento ancora a Campobasso e a Guardiaregia, mentre in diversi paesi è ancora possibile trovare cordai tradizionali. Ma pregevoli sono anche i prodotti della tessitura, in particolare le coperte lavorate, dai caratteristici disegni geometrici, e i tessuti tipici dei paesi slavi, come Montemitro e Acquaviva. Non ultima, poi, la tradizione delle zampogne, che viene ancora tramandata da alcune famiglie di Scapoli. Tra i prodotti tipici, invece, la ventricina molisana, un insaccato spalmabile, ancora oggi lavorato a mano; e il tipico liquore al latte.

 


Abruzzo e Molise condividono molte tradizioni artigiane, dall’oreficeria alla ceramica. Nel corso dei secoli, gli orafi e i ceramisti abruzzesi hanno esportato le loro opere in tutto il mondo, fino a comparire nelle collezioni di musei prestigiosi. Vi è poi una nobile tradizione legata alla lavorazione del legno e, in particolare, degli strumenti musicali. Ma Sulmona. In particolare, è nota in tutto il mondo per la produzione artigianale dei confetti. Una tradizione che rimonta almeno al XV secolo e che non si ferma alla ricetta, che prevede l’utilizzo di zucchero, amido e mandorle di Avola, ma, grazie alla creatività delle monache di Santa Chiara che li intrecciarono con fili di seta, si accompagna da sempre alla realizzazione di ricche e variegate composizioni: fiori, spighe, grappoli, cestini – un’arte colorata, spettacolare e gustosa!

 

In tutto l’Abruzzo, poi, sono particolarmente rinomati i liquori, come il Centerba, ma anche il ratafià o gli amari di genziana. La piana di Navelli, invece, è famosa per lo zafferano, “l’oro rosso” dell’Aquila. Tra i dolci tipici abruzzesi, figura sicuramente il parrozzo, oltre al torrone morbido e la pizza dolce.
Spostandoci a Rieti, invece, incontriamo un artigianato legato al mondo dei balocchi: le bambole, innanzitutto, che da semplici giocattoli sono diventate nel corso dei secoli una vera e propria forma d’arte.
Ma anche aquiloni e automata, sculture semoventi, rigorosamente meccaniche, realizzate con legno, carta, e metallo. Mentre sono ancora rigogliose le arti del ricamo e dell’uncinetto.

 


Terni, invece, è nota come la Manchester d’Italia e, sin dal Medioevo, ha una forte vocazione industriale.

Ma la città ha anche antiche tradizioni ed eccellenze eno-gastronomiche, come il maiale cinturino che,
purtroppo, è quasi del tutto scomparso, oppure alcune prelibatezze da strada, come la pizza grassa e le ciambelle grasse. Anche qui, poi, c’è una particolare produzione di liquori, come lo storico Viparo, che gli operai delle acciaierie solitamente bevevano prima del turno in fabbrica per darsi forza (il nome, infatti, da “vis-paro”, cioè intendendo che dona forza). Famoso, poi, è il tipico panpepato ternano, diffuso in tutta l’Umbria e nel Lazio.
A Foligno sopravvive un’antica tradizione di artigianato artistico legato alla lavorazione del legno. Si lavorano soprattutto mobili, giocattoli e attrezzi, nonché strumenti musicali. Tra i vini tipici della zona, il Sagrantino e il Montefalco. Tutta l’Umbria, poi, è nota per l’eccellente olio extravergine di oliva. Tra i prodotti tipici, val la pena nominare la rocciata, una sorta di strudel, e la fojata, la versione salata della rocciata, ripiena di foglie di cavolo. Assisi, invece, si distingue in particolare per l’artigianato del ferro
battuto, che ha origini molto antiche, ma anche la lavorazione artistica del legno e l’oreficeria, legate
all’arte sacra, sono assai diffuse.